Storia del mascara dall’Antico Egitto ad oggi

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Sulle passerelle dell’autunno/inverno, make-up artist internazionali hanno trovato nuove forme d’espressione attraverso il mascara. Ma la sua è una storia che parte da lontano

Con la bocca e il naso ormai obbligatoriamente coperti dalla mascherina, lo sguardo diventa il nuovo protagonista, stimolando la creatività dei make-up artist internazionali che, sulle passerelle dell’autunno/inverno, hanno trovato nuove forme d’espressione attraverso il mascara.  Nei corsi e ricorsi delle mode e del beauty il mascara è raramente stato dimenticato. E dire che ha una storia lunghissima.

Un prodotto così prodigioso non poteva che nascere in un periodo di massimo splendore come quello dell’antico Egitto. All’epoca, conosciuto come kohl, fu il primo cosmetico inclusivo: gli uomini lo usavano per scurire le ciglia. Era una pasta appiccicosa a base di fuliggine, carbone, miele e grassi animali che, oltre a proteggere gli occhi dal sole, si credeva allontanasse gli spiriti maligni e proteggesse l’anima. A Roma, le ciglia lunghe, folte e arricciate erano un tratto di bellezza ricercato, e le donne usavano il kohl e il sughero bruciato per scurirle. In seguito alla caduta dell’Impero Romano, il cosmetico cadde in disuso nel continente europeo, ma continuò ad essere ampiamente utilizzato in Medio Oriente per fini religiosi. In Europa, bisogna aspettare l’età vittoriana per veder tornare in scena il mascara. Ora la formula è a base di cenere e succo di sambuco, una miscela che, prima di essere applicata sulle ciglia, andava riscaldata.

Il cat eyes (o cat-eye) look è, indubbiamente, una delle maggiori tendenze make-up di sempre. Questo look sensuale e felino è diventato uno stile distintivo grazie a diversi personaggi di spicco, dalla regina dell’Antico Egitto ai creative director delle maggiori maison, tra cui Dior, Valentino e Chloé, che l’ hanno scelto per le loro sfilate primavera estate 2021.

Il cat eyes è uno dei make-up più vecchi del mondo, risalente addirittura all’Antico Egitto (dal 3100 AC al 332 DC). Si dice che questo look sia stato reso popolare da personaggi storici del calibro di Nefertiti e, successivamente, da Cleopatra, che era solita utilizzare sostanze minerarie, quali il minerale di rame e la malachite per realizzare linee spesse dall’occhio all’attaccatura dei capelli, o alette che si estendevano in maniera parallela alle sopracciglia. Il look era popolare anche tra gli uomini, chiaramente dimostrato dal Faraone Seti I.

Secondo la storica del beauty e cofondatrice del Makeup MuseumDoreen Bloch, il kajal e i minerali venivano messi sugli occhi per ragioni di salute. “Il kajal aveva proprietà immunologiche e antibatteriche in grado di supportare la salute oculare e minimizzare il bagliore del sole sugli occhi”, racconta a Vogue. “Perciò, gli antichi egizi, in particolar modo le classi dominanti, utilizzavano i cosmetici per i loro effetti salutari e, pertanto, mettevano l’eyeliner sugli occhi.” Alcuni reperti di make-up dall’Antico Egitto esposti al Louvre contenevano ossido d’azoto, che sembra aiuti a rivitalizzare il sistema immunitario.

Oltre ai già citati motivi di salute, le donne egizie utilizzavano il cat-eye per allontanare gli spiriti maligni. “Le donne si sono servite del kajal contro il malocchio per secoli,” afferma la cofondatrice del Makeup Museum e make up artist dei VIP, Rachel Goodwin. “Tuttavia, come spesso accade, la pratica è diventata un modo per sottolineare la condizione sociale, fino a tramutarsi in segnale distintivo di bellezza sia per gli uomini sia per le donne di qualsiasi rango.”

Sebbene si ritenga che le origini del cat-eye affondino le proprie radici nell’Antico Egitto, è stato appurato che forme discrete ed estreme erano già utilizzate da uomini e donne dell’Asia Antica e del Medio Oriente, risalenti al 3000 AC. In Medio Oriente, ad esempio, si utilizzava kajal sbriciolato (a base di solfuro di piombo e altri minerali miscelati con acqua), il quale veniva messo attorno agli occhi come protezione all’inospitale clima desertico.

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